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Decalogo

Premessa 

 

Il nostro impegno ruota intorno a quattro tematiche principali strettamente collegate tra di loro, argomentate e descritte con la stesura dei dieci punti che affrontano ogni singolo problema nel dettaglio:

  • Sostenere, con una legge nazionale, la centralità del progetto e la rifondazione del “concorso di architettura” nel processo edilizio (Punti 1, 7, 8, 9 e 10);

 

  • Tutelare il professionista, nonché la committenza, nella gestione ordinaria e più diffusa della nostra professione, lavorando in trasparenza per l’unificazione delle procedure e l’accesso immediato, per via telematica, a tutti i documenti abilitativi (Punti 1, 2, 5 e 10);

 

  • Promuovere l’utilizzo di un contratto di garanzia che tuteli committente e professionista, assicurando un alto livello di preparazione e specializzazione attraverso un sistema di abilitazione, formazione e perfezionamento avanzato (Punti 1, 3, 4, 6 e 10);

 

  • Intensificare la comunicazione e promuovere il dialogo tecnico-culturale tra professionisti. L’obiettivo è raggiungere una più ampia partecipazione democratica degli iscritti per creare quella solidarietà professionale necessaria a sollecitare cambiamenti divenuti improrogabili. Due delle strategie per coinvolgere e condividere saranno la proposta di introduzione del voto elettronico e la discussione del bilancio via streaming (con crediti deontologici) (Punti 1, 3, e 10);

 

Per concludere le nostre proposte sono finalizzate alla tutela del fare architettura, perché nella qualità del nostro lavoro, come nel giusto compenso, si misura il livello del nostro vivere civile. Riteniamo necessaria in tal senso una rilettura critica dei principi e dei regolamenti del sistema ordinistico finalizzata al raggiungimento degli obiettivi sopra indicati.

 

 

1

Redigere un nuovo bilancio preventivo dell’OAR da condividere con gli iscritti all’inizio di ogni mandato. Strettamente legato alle azioni di programma, il bilancio sarà sostanziato dall’eliminazione di tutti i capitoli di spesa non funzionali alla tutela e alla promozione reale della professione. A partire dal secondo anno il bilancio sarà votato in via elettronica in prospettiva di adottare la stessa modalità per le elezioni dell’Ordine nel 2021.

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2

Sviluppare e tracciare delle proposte concrete per la semplificazione delle pratiche burocratiche in edilizia e per facilitare l’accesso ai documenti abilitativi per la ristrutturazione del patrimonio architettonico. Le semplificazioni saranno studiate attraverso un confronto con: Comune, Sovrintendenza, Genio Civile, Catasto, Ufficio Condono, ASL, Regione, Tribunale, ANAC.

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3

Riformare radicalmente l’attuale sistema dei crediti professionali con l’obiettivo di realizzare una realtà formativa innovativa e di “altissima qualità”.

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4

Rimettere in discussione il rapporto tra formazione accademica (universitaria) e formazione professionale attraverso un ripensamento dell’Esame di Stato che dovrà perdere la sua natura di “Trentunesimo esame”.

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5

Istituire nuovi servizi che dovranno essere di reale e tangibile aiuto per i professionisti e per la committenza che si avvale del nostro contributo. Tra questi abbiamo: la realizzazione di un protocollo che permetta di uniformare le procedure in modo da essere sostenute e difese direttamente dall’Ordine stesso sia a livello legale sia nel rapporto con l’Agenzia delle Entrate; la partecipazione a gare pubbliche; il rapporto con i clienti; il recupero crediti (pubblici e privati); iter unificati e semplificati nel rapporto con le varie municipalità; piattaforma on-line per il pagamento delle imposte coordinato con l’Inarcassa; agevolazioni bancarie (mutui e rateizzazioni – Ordine Card); assicurazione professionale.

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6

Rivedere il tema dei compensi professionali in funzione dell’utilità sociale della nostra professione e del livello di qualità che essa deve garantire. Applicare soluzioni diverse e innovative per arrivare a regole certe e a un giusto compenso nella certezza dei pagamenti.

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7

Definire nuove proposte in merito alla normativa che regola gli incarichi pubblici in modo da aprire la partecipazione a tutti i professionisti.

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8

Chiarire ruoli e competenze degli architetti dipendenti nelle pubbliche amministrazioni anche ipotizzando un elenco separato all’interno dell’Ordine professionale.

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9

Nell’interesse della collettività e nel rispetto di tutte le realtà professionali definire con chiarezza il livello di qualità e specializzazione dell’architetto per distinguerne competenze e responsabilità con le altre professioni: Ingegneri, Geometri, Periti e Agronomi.

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10

Redigere e promuovere un testo di Legge sulla “qualità dell’architettura” da condividere con il governo, le altre categorie professionali e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili.

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